Biografia

Kaveesha Graziella Lambertini nasce a Bologna nel 1962.
Dopo gli studi superiori frequenta l’Accademia di Belle Arti e un corso di grafica pubblicitaria.
Nel 1988 è segnalata alla biennale giovani dell’Europa Mediterranea.
Lavora nel mondo della grafica, dell’illustrazione, pubblica brevi raccolte di poesie, partecipa a performances teatrali e realizza alcune mostre di pittura fra il 1987 e il 1992 sia personali che collettive evolvendo dal figurativo a uno stile neo espressionista. In questa fase la pittura è arricchita dalla poesia incisa direttamente sulla superficie della tela, nello spessore della materia.

Incontra il gruppo Femmere teatro con il quale partecipa a performances teatrali dove nel personaggio di Basca Rossa dipinge fra la gente e con gesto provocatorio regala, tele al taglio.
Conduce gruppi di pittura per bambini nell’ambito del volontariato sociale al circolo culturale Cà’ de’ Mandorli con il quale collabora attivamente per anni sia per l’organizzazione degli eventi che per la parte pubblicitaria.

Nel 1997 scopre le tecniche di meditazione di tradizione orientale e inizia un percorso di ricerca spirituale che diventa fondamentale dopo un grave incidente che segna una svolta nella vita e nella pittura dell’artista.

Dal 2002 per condividere la gioia della creatività conduce gruppi di pittura e meditazione.
E’ proprio attraverso la meditazione che la pittura si evolve oltre l’espressione dell’inquietudine per approdare a un figurativo mistico e poetico dove l’incontro con la natura diventa incontro con Dio e con l’essenza profonda di se stessa e dell’altro.
Questo stile contraddistingue le mostre personali e collettive realizzate dopo il 2000 in Italia e all’estero.

Oltre alle mostre partecipa a performances teatrali dove dipinge in estemporanea grandi tele durante spettacoli di letture poetiche, danze e musica.

Dal 2010 sono arrivati i “Rottami” opere di denuncia della fine dell’era industriale che utilizzano rottami di automobili per diventare opere d’arte in un’alchimia che prende spunto dal ciclo della natura di vita, morte e rinascita.

Dal 2013 inizia una serie di opere talismaniche con l’intento di ridare vita ad antichi simboli di integrazione maschile/femminile, il “Tao”e il “Pentagramma”. Si tratta di pittura figurativa, geometrica e simbolica che comunica con la visione estetica e razionale ma anche, contemporaneamente, con l’inconscio arcaico.

Dal 2017 dipinge in estemporanea fra la gente acquarelli in stile sumi-e a colori portando la tecnica meditativa a inchiostro su carta di riso dei monaci zen nelle piazze, in una vivace performance con la sua bicicletta adibita ad atelier. Nelle mostre successive questa esperienza verrà raccontata con stampe artistiche.

Dal 2022 insieme a Stefano si prende cura della foresteria di Montovolo, un luogo sacro fin dai tempi degli etruschi, sulla collina bolognese, dedicando un po’ di sè alla bellezza e all’armonia di una montagna che è eremo e comunità allo stesso tempo, dove il mondo dei viventi incontra la brezza dello Spirito e spalanca le porte dell’infinito.